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RACCONTO DI SIMONE & MARIELLA - Isola del Giglio e Argentario

Sabato è stata un bella giornata e ci siamo divertiti parecchio! Dovevamo andare a Giannutri, ma il mare sconsigliava la navigazione fin la e così abbiamo scelto il Giglio, più riparato. Ci siamo immersi a "Le Scole", un bel tuffo, anche se un po' corto per i miei gusti visto che c'era un sacco di cose interessanti da vedere! Purtroppo si è appannato l'obiettivo della macchinetta e le foto sono uscite male, pace! Risaliti in barca, il comandante Mario ci ha fatto trovare un po' di aperitivi, bruschette, mortadella... insomma tutto molto gradito! Per la seconda immersione ci siamo spostati all'Argentario, precisamente all'Argentarola, che per me è stata l'immersione più divertente! Ho visto un sacco di bestiole, poi mi sono preso una grossa incazzatura perchè non sono riuscito a fotografare una fantastica Dromia su una gorgonia in controluce, peccato! però mi bastava guardare uno dei nostri sub per farmi sbellicare dalle risate, non sono nemmeno riuscito a fotografarlo!! Per finire in bellezza siamo entrati in una grotta (c'era più fila li che al supermercato!) dentro la quale si riemerge in una bolla d'aria. Mi sono trattenuto a spulciare in tutti i buchi, così quando mi giro non c'è più nessuno! erano già tutti usciti, peggio per loro... sono rimasto in compagnia di un Gambero meccanico! Emozionante come sempre il ritorno alla luce, fatto rigorosamente a torcia spenta! In barca Mario aveva già preparato una bella pentola di pasta...! Ci vediamo alla prossima!
Simone

La mia prima uscita con il CSP! L'emozione c'è, ma non abbastanza da farmi sentire la sveglia puntata alle 5:30 del mattino. Fortuna che ieri sera ho avvisato il mio compagno d'avventura di farmi una provvidenziale telefonata di sicurezza. Mi alzo, intontita e agitata all'idea di far tardi: mi vesto velocemente, recupero l'attrezzatura e arrivo all'appuntamento con Simone che già mi bacchetta per 2 minuti di ritardo. Raggiungiamo gli altri, e ci incamminiamo per l'Argentario. Il mare non è dei migliori e salta Giannutri, ripieghiamo sul Giglio. Un pò troppo affollato per i miei gusti, ma la sensazione è buona... se non fosse per quei miseri 15°C che mi fanno gioire per il prossimo arrivo di una semistagna. Il freddo mi causa un lieve mal di testa, lo accenno al mio compagno che non mi considera proprio... avrò modo di "vendicarmi". Primo tuffo eseguito: tolta l'attrezzatura mi arrampico sul tetto della barca per cercare il sole: mi sembra di volare... anzi volo! Per fortuna i miei compagni di immersione mi ancorano e il viaggio prosegue verso l'Argentarola per la seconda tappa. Vorrei che il mio stomaco smettesse di contorcersi e riposare un poò, ma due dei ragazzi non sono della stessa opinione... comincio ad avere istinti assassini... Arriviamo sul punto, attaccati agli scogli. Non ho molta voglia di entrare in acqua: non mi sento benissimo. Mi lamento come al solito, ma alla fine vado, sbagliando clamorosamente l'uscita dalla barca (ops... mi hanno vista tutti... ma non importa). Ci immergiamo: una distesa di gorgonie!! Bello, questo secondo tuffo è il mio preferito. Dopo poco vediamo un "piccolo" polpo e io già mi vedo a bollire delle patate... poi mi distraggo, anche i saraghi non sono male!
All'entrata di una grotta c'è una Flabellina: il mio compagno la fotografa... sinceramente lui fotografa tutto e intanto continua a sghignazzare facendomi vedere la temperatura e ricordandomi che lui è con la stagna... davvero simpatico, penso. Nella nuotata di rientro alla barca entriamo dentro una spaccatura: è la mia prima grotta! Buffo vedere l'aria intrappolata, è come guardare le cose allo specchio, ma lo spettacolo più bello è sicuramente il ritorno alla luce. L'uscita, con tutto il mare che ti guarda... ad essere sincera, il pensiero romantico è infranto dalla presenza di quello strano tipo che pare l'omino della Michelin: mi s’è piazzato davanti e non è proprio invisibile. Torniamo in superficie: sono stanca ma contenta, e felice che ci sia un bel piatto di pasta! Mi arrampico di nuovo sul tetto, vorrei dormire, ma l'azoto deve avere uno strano effetto su uno dei miei compagni: continua a cantare l'inno di Mameli! Sono passate 12 ore, e non mi sembra vero. Valeva proprio la pena di farsi una levataccia.
Mary

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VECCHIA GUARDIA ALL'ISOLA DEL GIGLIO

Ci è pervenuta notizia, provata da incontestabile galleria fotografica, dell'avvistamento della vecchia guardia dello Staff A.R.A. della nostra Associazione al largo dell'Isola del Giglio.
Le immagini che vedrete qui di seguito, (visione sconsigliata a chi non è a conoscenza della quantità di peli che ricoprono il corpo di Franco), saranno utilizzate contro i presenti a questa giornata da parte di chi non è stato invitato!!!!

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8-9 SETTEMBRE 2007 ... SI RISPONDE ALL'ENNESIMO RICHIAMO DEL GIGLIO

Era una sera buia e tempestosa, (non è vero, c'era un sole che spaccava le pietre ed era pomeriggio, però non faceva lo stesso effetto), quando i telefonini hanno cominciato a squillare di nostalgia per i fondali dell'isola del Giglio.

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SANTA MARGHERITA LIGURE 16 LUGLIO 2007

Mariella:
E come al solito, la "sub-problematica" si presenta all'appuntamento per l'escursione con una serie di guai. Notte in bianco, strascico di raffreddore e vuoi che non mi venga anche un mal di testa da N2?? Ma sono troppo testarda ed orgogliosa per mollare: si parte! Considerando che anche il mio compagno d'immersione non fa che soffiarsi il naso per tutto il percorso Pisa-Rapallo, comincio a pensare che oggi andrà davvero maluccio. Per fortuna la compagnia è decisamente ottima: siamo ben in 11, peccato non poter far gruppo unico in acqua. In realtà qualcuno, purtroppo, è assente giustificato, ma dovrebbero comunque ronzargli le orecchie visto che lo nominiamo tutti e spesso.
Ci prepariamo al primo tuffo: un caldo incredibile. Siamo tutti pronti, mute indosso e il gommone per noi ha qualche minuto di ritardo: temo che ci scioglieremo, soprattutto gli irriducibili-della-stagna. Arriviamo sul punto, mare fantastico, visibilità come da tempo non capitava. Ci dividiamo in 2 gruppi: peccato, mi sarebbe piaciuto vedere in azione i "discepoli del mio capo". Io e Simone proviamo a scendere: riusciamo a compensare, ci diamo l'ok 80 volte, si nota un po' di apprensione reciproca. Arriviamo sul fondo e la solita sensazione di stupore comincia a prendere il sopravvento: ma quanto pesce c'è? Una miriade di castagnole, orate, saraghi, ricciole, aguglie, e un reggimento di cernie enormi, tranquille e pacifiche che si lasciano avvicinare senza problemi. Polpi ovunque, e che bestioni. Sai come ci verrebbe bene un bel sughetto? Tuffo spettacolare: davvero bello. Simone fotografa, e io, involontariamente, gli rompo le scatole proprio mentre il suo soggetto è quella enorme cernia col pancione: chissà quando sarà il lieto evento?
Rimango un po' stupita per le pareti: me le aspettavo più ricche, invece prevalgono Codium e spugne; solo scendendo fino oltre i 30m arrivano delle belle paretine di gorgonie. Ma poco importa, con tutti i pesci che ti nuotano intorno: oggi i protagonisti sono loro.
Riemergiamo e con mio grande stupore non ho mal di testa! Tutti allegri, eccetto i padroni di due mute stagne con cerniere distrutte.
Rientriamo, abbiamo giusto il tempo di un pasto veloce e poi dovremmo tornare in acqua. Fare le cose di fretta non mi piace molto, preferirei avere più tempo a disposizione, ma il tempo scorre veloce quando ti diverti e la compagnia è come quella di oggi. Il capo ha chiamato per sapere come è andata: gli hanno detto che io non avuto problemi, credo sia contento per me eppure un tarlo deve essergli venuto perché a me invia un sms chiedendomi "sarà mica colpa mia, se con me ti senti male?". La domanda non merita risposta, soprattutto perché manca ancora un tuffo, e molti dei miei compagni si aspettano un incremento dei pesci causa pastura.
Secondo tuffo. Stesso gruppo, cambia guida: mi sta antipatico e non mi piace come gestisce l'immersione. Sicuramente meno bella dell'altra, ma comunque piacevole. Ci teniamo un po' più alti, anche perché il mio compagno non è abituato alla fresca sensazione di una muta semistagna, soprattutto se gli si alza fino a mezzo polpaccio. Mi concentro più sulle bestie piccole: nudibranchi, e soprattutto le mini-castagnole (quelle blu-elettrico, che mi piacciono tanto). Becchiamo anche una bella murena, ma quando serve una foto Simone sbraita. Ci ricongiungiamo con l'altro gruppo: una presenza risale verso di me e mi saluta: "e questo chi diavolo è?", lo guardo e riconosco Valerio. Al rientro mi confiderà che era venuto a controllarmi, che sembravo spaesata: il capo deve avergli parlato proprio bene di me! In realtà, facevo esercizi di assetto aspettando che il mio compagno facesse le sue foto. Torniamo indietro in balia di una corrente calda e fortissima: non riesco ad oppormi, mi trascina via. E' una sensazione piacevole, ma voglio avere il controllo della situazione: mi aggrappo ad uno scoglio, è l'unico modo per non perdere contatto con gli altri. Prego che la tappa di deco finisca presto: dallo scoglio passo alla catena, e risalgo pian piano insieme al mio fido compagno. E' finito anche questo tuffo: tutti contenti, ma stanchi. Un po' di foto sul gommone che sfreccia verso costa e delusione generale dei miei compagni: non so chi li avessi così male informati, ma oggi sono stata decisamente brava!....

Valerio:
- immersioni belle, sopratutto la prima.
- spettacolare nella sua crudezza: dentro la grottina il polpo attaccato da una decina di cernie e da una murena. Tutti i tentacoli erano ormai dimezzati nella lunghezza causa i morsi e il polpo, ancora vivo e ormai immobile, respirava appena.
- cernia gigante: è passata vicina a Simone Chiti e, senza esagerare, era lunga dalla testa di simone fino alle sue ginocchia....quante belle decine di chili di pesce con le patate!!
- tre bei polponi, purtroppo tutti nelle tane, con teste di diametro anche 25-30 centrimetri circa.

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